Comunicati stampa

Potenza: Incredibile ma vero, il Sud non c’è più.

Tutti ci lamentiamo che la disoccupazione specie giovanile supera il 60 % e solo qualche settimana fa abbiamo assistito inermi alla desolante e,   

per tanti genitori drammatica, ripartenza di ragazzi e padri di famiglia dopo il periodo natalizio.

Spesso sentiamo esponenti politici ed istituzionali dibattere ed argomentare su ciò che manca e sarebbe necessario progettare e realizzare per creare lavoro e ricchezza.

Ancora in questi giorni siamo costretti a sentire autorevoli voci e figure Istituzionali che esprimono buoni propositi ed esternano fantomatiche teorie invece di realizzare fatti concreti.

Verifichiamo però, nostro malgrado, che nessuna voce ancora si è levata tra i tanti “promettitori” seriali, parolai del nulla e politici dai colletti bianchi, per denunciare la totale indifferenza da parte dei maggiori schieramenti e forze politiche che dai loro “libri delle promesse” hanno escluso ogni riferimento all'Italia meridionale.

Infatti nei programmi elettorali di questi, nessun progetto o piano strategico è stato previsto, nessuna azione o iniziativa viene indicata per dare un futuro diverso al mezzogiorno che sia anche nuova prospettiva per l’Italia intera.

Dalla sinistra alla destra, dal centro all’anti sistema stellare, niente o al massimo solo qualche riga.

Eppure sono tanti che giornalmente raggirano gli ignari elettori nel far credere che fanno e faranno i loro interessi, il loro bene, che lavorano giorno e notte per questi territori abbandonati, ma alla verifica dei fatti niente risulta di più falso.

Sono anni e anni che si continua a vivere di promessa in promessa, di delusione in delusione, di propositi in propositi, di fiducia in fiducia sempre e puntualmente mal riposta e disattesa; nulla cambia, la sanità non migliora, le infrastrutture mancano, gli investimenti pubblici sono solo nell’immaginazione di pochi.

Ed anche questa volta nessuna volontà, né intelligenza, né ardire nel proporre una sorta di piano Marshall politico ed economico per la ricostruzione dell’Italia partendo dal Sud.

Questo la dice lunga sull’effettivo interesse delle grandi forze politiche centraliste finalizzate esclusivamente ad assegnare ai fedelissimi dei posti in Parlamento e niente o poco di più.

Ecco perché è il momento di dire basta, di far sentire tutti e da ogni dove una forte e vibrata protesta ed opporsi all’ennesimo inganno, se staremo ancora a guardare non cambierà mai nulla e le tante, troppe parole inutili, vuote e ripetitive continueranno solo a favorire la già avviata desertificazione dei nostri territori.